La valutazione d’impatto sulla protezione dei dati personali, nota come DPIA (Data Protection Impact Assessment), rappresenta uno strumento centrale previsto dall’art. 35 del GDPR 2016/679.
Serve a descrivere dettagliatamente i trattamenti previsti, a verificarne la necessità e la proporzionalità, e soprattutto a individuare e contenere i rischi che possono derivare per i diritti delle persone fisiche.
Il Regolamento europeo fonda tutta la propria logica su un’impostazione incentrata sul rischio.
Questo implica che ogni Titolare del trattamento debba essere in grado di riconoscere, valutare e gestire adeguatamente le minacce connesse al trattamento dei dati personali, attivando le contromisure tecniche e organizzative più opportune.
Per questo motivo, è indispensabile che l’analisi dei rischi venga svolta con competenza e precisione, poiché da essa dipendono le misure di sicurezza che saranno adottate.
Ogni realtà che gestisce dati personali è chiamata a riflettere su questo aspetto, a maggior ragione quando si affrontano trattamenti complessi o tecnologicamente avanzati.
Quando il trattamento dei dati può generare un rischio elevato per le libertà individuali, la normativa impone l’obbligo di effettuare una valutazione d’impatto preventiva.
Tuttavia, anche nei casi in cui non vi sia un obbligo formale, la DPIA si rivela comunque uno strumento prezioso.
Permette infatti al Titolare di operare con maggiore consapevolezza, assicurandosi di rispettare il principio di responsabilizzazione e di poter dimostrare la correttezza delle scelte fatte in materia di sicurezza e protezione dei dati.
È possibile applicare la DPIA sia a trattamenti singoli sia a gruppi di trattamenti simili, come accade quando più aziende adottano la stessa tecnologia per finalità comuni.
In situazioni di questo tipo, l’analisi può essere condivisa, purché i fattori di rischio risultino omogenei.
Non è richiesto avviare una nuova DPIA se l’impatto del trattamento è già stato analizzato e documentato in precedenza, a meno che non vengano introdotti elementi nuovi o cambiamenti rilevanti.
Questo principio vale anche per strumenti tecnologici, siano essi software, piattaforme o dispositivi hardware.
Anche se l’obbligo di realizzare una DPIA spetta al Titolare del trattamento, è sempre consigliabile affidare l’intera attività a professionisti del settore.
Redigere correttamente una DPIA richiede competenze giuridiche, tecniche e organizzative che non tutte le aziende hanno al proprio interno.
Affidarsi a un consulente esperto come quelli di MODI S.R.L. consente di ottenere un documento redatto in modo rigoroso, che rispetta le disposizioni del GDPR 2016/679 e riduce al minimo il rischio di sanzioni.
Il Titolare mantiene la responsabilità dell’intero processo, ma può contare sul supporto di esperti che lavorano in sinergia con il DPO e con il reparto IT, assicurando un risultato solido e pienamente conforme.
Il ruolo di MODI S.R.L. è proprio quello di guidare le aziende in ogni fase, dalla valutazione iniziale fino alla definizione delle misure di sicurezza più efficaci.
Il GDPR prevede alcuni casi in cui la DPIA è obbligatoria, come nei trattamenti automatizzati che determinano decisioni con effetti giuridici, nella gestione massiva di dati particolari o nella sorveglianza sistematica di spazi pubblici.
A livello nazionale, il Garante ha fornito un elenco specifico di trattamenti ad alto rischio che richiedono questo tipo di analisi.
Rientrano tra questi, ad esempio, la profilazione su larga scala, l’uso di tecnologie di geolocalizzazione sui lavoratori, il trattamento di dati biometrici o i controlli bancari sui clienti.
Anche se l’obbligo non è sempre immediatamente evidente, è buona prassi eseguire comunque la DPIA quando si ha anche solo il dubbio che un trattamento possa risultare rischioso.
Questo approccio prudenziale è condiviso anche dal Comitato Europeo per la Protezione dei Dati, che raccomanda sempre di operare con cautela.
Non effettuare una DPIA quando necessario può comportare gravi conseguenze economiche per l’organizzazione. Le sanzioni possono arrivare fino a 10 milioni di euro, o fino al 2% del fatturato mondiale dell’azienda, a seconda del valore più elevato.
Ecco perché è fondamentale rivolgersi a realtà competenti e strutturate come MODI S.R.L., in grado di offrire consulenza qualificata e di accompagnare le imprese nell’adempimento degli obblighi di legge, proteggendo al tempo stesso la loro reputazione e il valore dei dati trattati.
MODI Srl si propone per ricoprire il ruolo di DPO – Data Protection Officer e redige l’intera documentazione privacy prevista dal Regolamento Europeo GDPR 679/2016, realizza anche DPIA con un attento studio del risk assessment dell’azienda Cliente.
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MODI SRL con sedi in Veneto a Mestre e Spinea Venezia, rafforza i propri servizi grazie alla partnership con UNILAVORO PMI RETE POINT MESTRE e sostiene le Aziende Clienti nell’iter per la nomina del RLST.
Con l’obiettivo di ampliare e qualificare ulteriormente i servizi offerti alle imprese, ha avviato una collaborazione strategica con questa associazione sindacale territoriale aderente alla Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese.
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