Consulenza GDPR e DPO per aziende:
adeguamento al Regolamento (UE) 2016/679
Lunedì 20 Aprile 2026




Lo sai che il datore di lavoro ha l’obbligo di impedire un infortunio e se non adotta le necessarie misure di sicurezza, la sua omissione di azione equivale a causare l’evento stesso?

Lo sai che il datore di lavoro ha l’obbligo di impedire un infortunio e se non adotta le necessarie misure di sicurezza, la sua omissione di azione equivale a causare l’evento stesso?

 

Il lavoratore, per legge, deve essere interamente indennizzato dei danni subiti a causa del lavoro. La gestione della pratica è affidata all'INAIL.

Se viene riconosciuta la responsabilità civile del datore di lavoro, questi è obbligato a risarcire il lavoratore a seguito di un infortunio.

Oltre agli aspetti di risarcimento di natura civile, si aggiungono quelli penali nei confronti dei soggetti considerati responsabili.

È importante ricordare l'articolo 27 della Costituzione italiana, che afferma che la responsabilità penale è personale.

Pertanto, non è possibile condannare un soggetto diverso da colui che ha effettivamente commesso il reato.

Al contrario, nella responsabilità civile, è possibile che a pagare sia un soggetto terzo. Questo spiega l'esistenza delle assicurazioni: se un datore di lavoro viene condannato a risarcire un lavoratore, ma ha stipulato un'assicurazione, sarà l'ente assicurativo a provvedere al risarcimento.

Uno degli articoli fondamentali del codice penale, spesso richiamato in caso di infortuni sul lavoro, è l'articolo 40, comma secondo, che afferma: "Non impedire un evento equivale a cagionarlo."

Questo significa che, se un datore di lavoro ha l'obbligo di impedire un infortunio e non adotta le necessarie misure di sicurezza, la sua omissione di azione equivale a causare l'evento stesso.

Di conseguenza, un datore di lavoro può essere chiamato a rispondere di lesioni colpose o omicidio colposo per non aver impedito un evento di cui aveva l'obbligo di evitare.

Questo principio, sancito dall'articolo 40, comma secondo, è frequentemente citato nelle sentenze dai giudici per confermare le condanne nei confronti dei datori di lavoro.

È importante notare che non sono solo i datori di lavoro a poter essere ritenuti responsabili in materia di salute e sicurezza.

Anche i dirigenti e i preposti hanno obblighi di prevenzione.

Questi soggetti, in quanto garanti della sicurezza, devono evitare che si verifichino eventi dannosi nell'ambito delle loro competenze.

Se non lo fanno, possono anch'essi essere chiamati a rispondere di omicidio colposo o lesioni colpose, in base all'articolo 40, comma secondo, del codice penale.

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Francesca Quintavalle è la copywriter che segue la stesura e la diffusione dei contenuti tecnici e informativi di MODI SRL. È autrice di testi, post, FAQ e materiali divulgativi che sostengono la cultura della protezione dei dati e della riservatezza in ambito aziendale. Il suo lavoro si concentra sulla diffusione delle best practice per la conformità al Regolamento GDPR (UE 679/2016), illustrando gli adempimenti, l'analisi dei rischi e le procedure di privacy by design e by default. Cura la redazione di articoli specialistici e contenuti SEO per i blog aziendali e per i canali social, evidenziando l'integrazione della normativa Privacy con i sistemi di gestione (come la ISO/IEC 27001) e i Modelli Organizzativi 231. Con oltre venticinque anni di esperienza nel settore, promuove l’attività della Società di Consulenza e Formazione MODI SRL di Mestre e Spinea (Venezia), valorizzando temi cruciali per la compliance aziendale quali gli adempimenti Privacy (GDPR), i Sistemi di Gestione ISO, la sicurezza sul lavoro e i Modelli Organizzativi D.Lgs. 231/2001. Non si limita a curare i contenuti specifici del sito internet www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it, ma supervisiona l'aggiornamento informativo degli altri portali web e blog tematici collegati al network MODI, tra cui: www.mog231.it , www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/.

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