Consulenza GDPR e DPO per aziende:
adeguamento al Regolamento (UE) 2016/679
Domenica 26 Aprile 2026




FAQ – La valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA), ai sensi dell’Articolo 35 del GDPR 2016/679


Le Linee guida WP248 sono state elaborate dal Gruppo Articolo 29 (WP29) e rappresentano il riferimento operativo per la DPIA prevista dall’art. 35 del Regolamento (UE) 2016/679. Oggi il WP29 è stato sostituito dall’European Data Protection Board (EDPB), che ne ha confermato e aggiornato i contenuti. Le linee guida restano quindi pienamente valide e applicabili.


La DPIA è un processo strutturato che consente di identificare, analizzare e ridurre i rischi derivanti dal trattamento dei dati personali. Non si tratta di un mero adempimento formale, ma di uno strumento concreto per prevenire criticità, incidenti e sanzioni.


La DPIA è obbligatoria quando un trattamento può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, in particolare nei casi previsti dall’articolo 35 del GDPR e chiariti dalle Linee guida WP248.


Il WP29 ha individuato nove criteri utili per identificare trattamenti a rischio elevato:
– valutazione o scoring (profilazione di aspetti personali);
– decisioni automatizzate con effetti giuridici o significativi;
– monitoraggio sistematico di persone o ambienti;
– trattamento di dati sensibili o giudiziari;
– trattamenti su larga scala;
– incrocio o combinazione di dati provenienti da più fonti;
– trattamento di dati relativi a soggetti vulnerabili;
– utilizzo di tecnologie innovative (es. IA, IoT);
– trattamenti che limitano l’esercizio di diritti o l’accesso a servizi.


In linea generale, se un trattamento soddisfa almeno due dei criteri sopra indicati, la DPIA è da considerarsi necessaria nella maggior parte dei casi. Esempi concreti includono sistemi HR con profilazione, marketing avanzato con tracciamento utenti o videosorveglianza evoluta.


La responsabilità della DPIA è del titolare del trattamento, che può avvalersi del supporto del DPO e di consulenti esperti per garantire un’analisi adeguata e documentata.


Il DPO deve essere consultato obbligatoriamente e fornisce supporto nella valutazione dei rischi, nella definizione delle misure e nella verifica della conformità al GDPR.


La DPIA deve essere effettuata prima dell’avvio del trattamento, in quanto ha funzione preventiva e consente di correggere eventuali criticità già in fase progettuale.


No, la DPIA è un processo continuo. Deve essere aggiornata quando cambiano le modalità del trattamento, le tecnologie utilizzate o il contesto di rischio.


La DPIA deve includere una descrizione del trattamento, la valutazione della necessità e proporzionalità, l’analisi dei rischi e le misure adottate per mitigarli e garantire la conformità al GDPR.


La mancata DPIA può comportare sanzioni amministrative rilevanti e aumentare il rischio di violazioni dei dati personali e danni reputazionali.


Se il rischio residuo resta elevato nonostante le misure adottate, il titolare deve consultare preventivamente l’autorità di controllo prima di iniziare il trattamento.


La DPIA è anche uno strumento strategico che consente di migliorare i processi aziendali, prevenire problemi e rafforzare la fiducia di clienti e stakeholder.


Sì. In MODI SRL, operando come DPO per aziende di diversi settori ATECO, vengono svolte numerose DPIA ogni anno. L’esperienza maturata consente di analizzare in modo concreto le situazioni aziendali, individuare i rischi reali e definire misure efficaci e sostenibili.

 

Ultima verifica 24/04/2026